il sito

S’Urachi è un nuraghe complesso, che rimane attualmente in gran parte interrato. .
SUrachi-plan_cleanPer quanto si legge il monumento nelle attuali condizioni, è evidente l’articolazione in un corpo centrale dotato di torre e cortile centrali e tre o quattro torri laterali, e in un antemurale circostante, che è rinforzato da almeno sette ma probabilmente dieci torri. Allo stato attuale, il complesso misura oltre 60 m in diametro e raggiunge un’altezza di 5-6 m. Benché sia ancora da chiarire se definibile come quadri- o pentalobato, il monumento è evidentemente uno dei nuraghi maggiori dell’isola.

Il sito di S’Urachi è ubicato nella pianura del cosiddetto Campidano Maggiore che si estende fra le pendenze pedemontani del Monti Ferru a nord e il Golfo di Oristano a sud. Si trova a una distanza di circa dieci chilometri dal mare aperto a nord di Capo Mannu, mentre leggermente più distanti sono la costa del Sinis e il Golfo di Oristano. I rilievi basaltici del Monti Ferru e dell’Altopiano di Abbasanta chiudono la pianura verso est a una quindicina di chilometri. La grande valle alluvionale del Tirso si estende infine meno di dieci chilometri verso sud-est.
Map-WCSardinia-CLR.aiIl nuraghe è menzionato per la prima volta da Antonio Taramelli nel 1935, mentre i primi scavi furono intrapresi da Giovanni Lilliu nel 1948 e portarono alla luce parte del nuraghe polilobato e permisero di appurarne la continuità di insediamento fra età del Bronzo ed epoca repubblicana, così come di tracciarne una prima planimetria. Nuove indagini furono condotte a partire dal 1979 sotto la direzione di G. Tore e sono proseguite, a vicende alterne, sotto la guida di Alfonso Stiglitz in co-direzione con Alessandro Usai. Dal 2013 è in corso il presente progetto collaborativo fra il Comune di San Vero Milis e la Brown University per indagare le fasi di occupazione dall’età del Ferro al periodo romano.

Le recenti ricerche non hanno solo indagato la planimetria del complesso – quadri o pentalobato – dell’età del Bronzo attraverso l’individuazione di sette delle almeno dieci torri dell’antemurale, ma hanno anche posto, come riflesso della specifica formazione accademica dei ricercatori, una particolare enfasi sul periodo “post-nuragico”, identificandone diverse fasi nel corso dell’età punica e romana, come evidenziato dalle strutture messe in luce.

TorciereUn sito strettamente associato, forse anche integrato, con S’Urachi è il vicino insediamento di Su Padrigheddu, che dista solo 200-250 m dal nuraghe in direzione sud-est. Si tratta di un sito senza strutture visibili, dove è stata raccolta in superficie una grande quantità di materiale ceramico di notevole qualità e databile fra l’età del Ferro e il periodo romano, fra cui manufatti fenici e punici

Un oggetto molto significativo è il cosiddetto torciere bronzeo, meglio descritto come thymiaterion o bruciaprofumi. Benché le circostanze del ritrovamento non sono documentate, è molto probabile che il manufatto proviene dal nuraghe di S’Urachi.